La figura di Leonardo da Vinci è da sempre avvolta da un’aura di genio e mistero. Ma pochi sanno che tra le pieghe dei suoi schizzi e appunti si cela anche un possibile legame con l’Alta Val Brembana, in provincia di Bergamo. A rivelarlo è Emilio Moreschi, appassionato studioso che nei Quaderni Brembani 18 propone una ricostruzione affascinante e documentata di questo legame poco noto.
Gli schizzi di Leonardo e la Val Brembana
Il nucleo dell’indagine parte da alcuni disegni conservati presso la Biblioteca Reale di Windsor, attribuiti a Leonardo da Vinci e riguardanti paesaggi alpini. In particolare, si fa riferimento a una serie di schizzi con il titolo: “Paesi di montagna su una valle, villaggio Aipner, Val Brembana, 1495-1498 ca.”.
Come sottolinea Moreschi, la scritta “Val Brembana” appare esplicitamente sul retro di uno di questi disegni, aggiunta presumibilmente in epoca successiva da uno studioso, ma comunque indicativa della direzione interpretativa. Leonardo, noto per i suoi viaggi e per la sua insaziabile curiosità naturalistica, potrebbe dunque essersi spinto fino alle Alpi bergamasche in uno dei suoi spostamenti nel nord Italia tra il 1495 e il 1498, periodo in cui risiedeva a Milano al servizio di Ludovico il Moro.
Moreschi riporta:
“Non si può escludere che Leonardo, affascinato dalle montagne lombarde, abbia effettivamente visitato la Val Brembana, spingendosi sino alle pendici delle Orobie per studiarne la geologia e i giochi dell’acqua, elementi che ricorrono spesso nei suoi appunti.”

Il misterioso villaggio “Aipner”
Uno degli elementi più intriganti è il toponimo “Aipner”, che accompagna il disegno. Secondo Moreschi, potrebbe trattarsi di un errore di trascrizione o traslitterazione, o di una deformazione di un nome locale oggi scomparso o modificato. Nonostante non vi sia corrispondenza certa con un villaggio attuale, l’ipotesi resta affascinante e stimola ulteriori indagini storiche e toponomastiche.
Le montagne e l’osservazione scientifica
Leonardo non era interessato solo alla bellezza paesaggistica, ma anche alla struttura delle montagne, ai corsi d’acqua e ai fenomeni naturali. Le sue osservazioni sulla stratificazione delle rocce, sulle sorgenti e sulle correnti sono compatibili con ciò che si può osservare nell’Alta Val Brembana. I monti, i torrenti e le formazioni rocciose di questa zona avrebbero offerto uno scenario ideale per le sue indagini scientifiche e artistiche.
Scrive Moreschi:
“L’ipotesi di un Leonardo esploratore delle valli alpine non è solo romantica, ma perfettamente coerente con il suo approccio empirico alla conoscenza.”
Un’eredità da riscoprire
Sebbene non ci siano prove definitive della presenza fisica di Leonardo in Val Brembana, l’accostamento di quei disegni alla vallata apre una porta su un possibile capitolo ancora inesplorato della biografia vinciana. In un’epoca in cui Leonardo annotava e disegnava ogni dettaglio della natura con precisione scientifica, anche un paesaggio remoto come quello delle Orobie poteva divenire fonte di studio e ispirazione.
Il contributo di Emilio Moreschi getta nuova luce su un’ipotesi affascinante: che Leonardo da Vinci abbia posato il suo sguardo – e la sua penna – sull’Alta Val Brembana. Un’idea che stimola la curiosità e invita a rileggere le montagne bergamasche con occhi diversi, magari proprio quelli di un genio del Rinascimento.

